semplificazione attraverso la denuncia

Così spesso sentiamo lamentarsi delle restrizioni, del fatto di non poter vedere “le vecchie pietre”, i quadri moderni, di poter bere un drink o mangiare con gli amici…, così raro è anche il tentativo di pensare dialetticamente

  • Venice, l’acqua in mare vicino, l’aria in Rome, Milano, Berlino, Londra, Pecino … – tutto questo era già da tempo pulito come non lo era più da secoli. Un rallentamento della distruzione
  • il lamentarsi della burocrazia e delle “grandi imprese”, che si tratti di AMAZON, DHL, E-dreams, HP, Zalando – o uno dei tanti altri tra la A e la Z -, farla franca su tutto … – e la disponibilità a non cedere i diritti nel caso specifico di essere vittima diretta dei loro cattivi affari
  • la critica delle oligarchie, il mecenatismo politico, il nazionalismo nelle organizzazioni politiche, sociali e professionali, come può andare di pari passo con la mancanza di impegno, il ritiro in famiglia e il “boondoggle” individuale

Vigliaccheria, stupidità, pigrizia, auto-dimenticanza?

Mi viene in mente Hannah Arendt, un passaggio che vale almeno la pena ricordare:

Il nuovo corpo politico è concepito a vantaggio della nascente società borghese del XVII secolo e la descrizione della natura umana contiene in realtà un profilo del tipo di uomo che meglio si addice ad essa. Il «Commonwealth» è basato su una delegazione di potere, non di diritti. Esso acquista il monopolio dell’uccidere e offre in cambio una garanzia condizionata contro l’essere uccisi. La sicurezza è fornita dalla legge, che è una diretta emanazione del monopolio statale del potere (e non è stabilita dall’uomo secondo criteri umani di ragione e torto). E poiché tale legge scaturisce direttamente dal potere assoluto, rappresenta una necessità assoluta agli occhi degli individui che vivono sotto di essa. Quanto alla legge dello stato, cioè il potere collettivo accumulato dalla maggioranza e da essa monopolizzato, non si parla piú di ragione o torto, ma solo di obbedienza assoluta, di cieco conformismo borghese. Spogliato com’è dei diritti politici, l’individuo, a cui la vita pubblica ufficiale si presenta sotto la maschera della necessità, acquista un nuovo accresciuto interesse per la sua vita privata e le sue sorti personali. Escluso dalla partecipazione alla gestione degli affari pubblici che riguarda tutti i cittadini, egli perde il suo legittimo posto nella società e il vincolo naturale coi suoi simili. Ora può giudicare la sua vita privata soltanto confrontandola con quella altrui, e i suoi rapporti con gli altri in seno alla società assumono la forma della competizione. Poiché gli affari pubblici sono regolati dallo stato sotto la parvenza della necessità, la carriera sociale dei competitori è determinata dal caso. In una società di individui, tutti dotati di eguale capacità di potere dalla natura ed egualmente protetti nei confronti l’uno dell’altro dallo stato, soltanto il caso può decidere chi ha successo.

Secondo i criteri borghesi, le persone diseredate dalla fortuna e dal successo sono automaticamente escluse dalla competizione, che è la vita della società. La fortuna è identificata con l’onore, la sfortuna con la vergogna. Attribuendo i suoi diritti politici allo stato, l’individuo gli delega anche le sue responsabilità sociali … (Arendt: Le Origini del totalitarismo)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.